martedì 28 agosto 2012

Monte Barifreddo (3028 m.)

Camosci
Alla testa della Val Troncea c'è un monte che spacca le gambe, il Barifreddo. Abbandonata l'auto all'imbocco del Parco Naturale - un paradiso in Val Chisone - in località Joussaud di Pragelato, occorre percorrere tutta la valle fino al termine della sterrata, ovvero, fino all'ultima bergeria. Il 31 luglio 2012 scelgo di farmela tutta in bicicletta, da Pattemouche fino alla Bergerie del Mey. Incateno la bici sotto un abete e incomincio a risalire la testa della valle sul comodo sentiero che conduce alle sorgenti del Chisone, tenendo il lato orografico sinistro del torrente. Dopo circa mezz'ora di cammino giungo ad un bivio: dritto si va per le sorgenti, a destra per il Colle Clapis. Svolto dunque a destra e risalgo il ripido pendio erboso che conduce ad un canalone in direzione del colle.
Il bivacco Clapis
I prati erbosi sono uno spettacolo della natura: fiori di ogni forma e colore, gruppi di camosci vaganti fra le rocce e profili alpini da cartolina. Tutto ciò che ci si augura di incontrare in montagna. Individuo un branco di camosci al pascolo tra i dirupi laterali e, sul sentiero, un camoscino mi viene incontro fino a belare a dieci metri di distanza per un incontro ravvicinato commovente ed emozionante.
Proseguo ormai seguendo le tracce fatte di ometti di pietra e paletti rosso-bianchi fino a giungere, dopo due ore e mezza, al bivacco Clapis, un casotto chiuso e utilizzabile solo su prenotazione presso gli uffici del parco a Pragelato.
Giunti sul colle svolto a sinistra e seguo le tracce lungo le pendici di sfasciumi del Monte Appenna fino alla vetta segnalata da un castelletto di pietre (2979 m.).
Giunto sull'Appenna mi rendo immediatamente conto di quanto la meta della mia escursione sia ancora lontana. Il Barifreddo appare infatti al termine di una lunga e affilata cresta di oltre un chilometro, un crinale da percorrere in modo diretto, con salti e arrampicate di I grado. Dalla cima dell'Appenna dunque si percorre l'interminabile filo delle creste scendendo di quota e risalendo numerose volte fino ad arrivare all'ultimo tratto di salita detritica del Barifreddo, l'agognata vetta che domina la testa della Val Troncea (3028 m.).
Il M.te Appenna dal Colle
In cima vi è una croce di ferro ed un libro di vetta. Vi trovo inoltre un sole caldo (20 gradi C), un venticello leggero, numerose rondini che sibilano alle mie orecchie sfrecciando come caccia  e, regalo della montagna, tre grossi rapaci in volo sopra di me: non riesco a distinguerli con precisione, non so dire se siano aquile o gipeti ma sicuramente volano a pochi metri dalla vetta, contro un cielo di un azzurro assoluto.
La cima appare alquanto allungata, con una cresta di circa 200 metri, come un enorme cuneo di roccia. Il panorama è stupendo: le alte montagne del Delfinato con i loro ghiacciai, la Val Troncea, la val Germanasca, le vette amiche dell'alta Val di Susa...
In cresta verso il Barifreddo
Ridiscendo per lo stesso percorso fatto in salita ma questa volta non affrontando le creste in modo diretto ma traversando lungo le pendici detritiche del versante francese fino al colle Clapis. Tra i 2500 ed i 2600 metri di quota ritrovo lo stesso branco di camosci incontrato in salita ma questa volta a valle e al completo. Arricchisco così il mio album fotografico su questi meravigliosi "mammiferi artiodattili della famiglia dei bovidi" e mi concentro sulla flora presente in valle: uno splendido erbario di fiori alpini! Ne fotografo i più curiosi e variopinti e, pieno di emozioni, raggiungo la bici nei pressi dell'alpeggio Mey.
In vetta
In bici, sparato come un fulmine, divoro i circa 6 km di carrareccia della valle fino al parcheggio di Pattemouche.
Per finire, qualche informazione sul Parco Naturale della Val Troncea.
La sede amministrativa è situata presso la frazione Ruà di Pragelato, in via della Pineta (tel. 0122 78849, parco.valtroncea@ruparpiemonte.it). Oltre ad essere la "Valle dei fiori", il Parco è il luogo adatto per ammirare stambecchi (reintrodotti nel 1989), camosci, cervi, caprioli, cinghiali, volpi, ermellini, donnole, faine, tassi, lepri e marmotte.
Raramente possono essere avvistati anche ghiri, moscardini e scoiattoli rossi. Vi si possono avvistare fino a 60 specie di uccelli diversi fra cui l'aquila reale e la rara civetta capogrosso. Il Parco inoltre è dotato di numerose aree pic-nic, fontane, servizi igienici e di un servizio navetta durante il periodo di chiusura al traffico della strada di fondovalle.
Visitando il sito www.parconaturalevaltroncea.it è possibile rendersi conto della ricchezza di fauna e flora della valle e trovare una scheda abbastanza dettagliata sulle singole specie per imparare a riconoscerle e distinguerle.
Mappa della salita al Barifreddo

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