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| Lago Grande del Viso sotto la parete Sud-Est |
Decollo veloce sulla mulattiera, superamento dei laghetti Fiorenza (2113) e Chiaretto (2264), della pietraia - che dicono essersi formata nel 1989 quando venne giù tutto - e del Colle di Viso (2650).
La luce è di un grigio metallico. Sembra un film in bianco e nero; solo i laghetti di un blu intenso.
Arriviamo al rifugio Quintino Sella (2640) in 2 ore e un quarto.
Siamo io, Franci e Omar.
Prendiamo posto nel rifugio, una casona da 80 posti letto rigurgitante di francesi aficionados del Tour del Viso.
Qui si cena presto, si va a letto presto e ci si alza molto presto.
Alle 4:20 siamo già fuori ed in marcia. Non fa assolutamente freddo. Camminiamo rapidamente al buio.
Ci leghiamo per superare il lungo tratto di catene e, verso le 5:30, siamo sul Passo delle Sagnette (2991).
Spunta l'alba e l'orizzonte si colora di un'impressionante striscia arancione che taglia in due la terra come una lama incandescente.
Scendiamo nel Vallone delle Forcioline perdendo probabilmente un centinaio di metri, poi risaliamo la conca morenica seguando le vistosissime strisciate di vernice gialla sui massi.
Intanto si fa chiaro.
Alle 7:00 arriviamo al bivacco Andreotti (3225).
Dopo una breve pausa affrontiamo la lunga cresta che conduce alla cima: rampe di rocce accatastate, cenge, cascatelle di pietre, gradoni e spalle rocciose, fino ad un camino di una decina di metri che conduce alla Sala da pranzo. E' qui che si apparecchia la risalita finale.

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